La Famiglia Mancini

Storia della famiglia nobile Mancini


Descrizione

Nel XV secolo il castello appartenne ai Mancini di Venafro: Bartolomeo Mancini aveva fatto edificare anche un palazzo nel paese nel 1491 ed Antonio fu Vescovo di Venafro dal 1426 al 1465; alla loro estinzione, il castello passò con il palazzo e le terre ai Mancini di Napoli Marchesi di Fusignano, che però non vi risiederono mai, dimorando essi a Castel Baronia nel Principato Ultra.

Nel XIX secolo il Conte Antonio Mancini dei Marchesi di Fusignano ( figlio del Conte Gennaro e di Lucrezia Cedronio dei Marchesi di Rocca d’Evandro), 1° Tenente della Gendarmeria Reale dell’Esercito delle Due Sicilie, ereditò tutti i beni di famiglia in Terra di Lavoro: egli, per primo, stabilì la sua dimora nel castello avito di San Vittore, dando vita ai Mancini di San Vittore.

Storia della Famiglia Mancini
Conti (m.), Nobili dei Marchesi di Fusignano (m.f.), Nobili Romani (m.f.), Nobili del Sacro Romano Impero (m.f.), Patrizi di Ancona (m.f.), Patrizi di Ferrara (m.) Affondano le radici millenarie nel suolo italico e vantano discendenza dalla “Gens Hostilia” della quale un ramo assunse il cognome Mancinus e di cui L. Hostilius Mancinus fu Console nel 608 “ab urbe condita”. A Roma i Mancini vennero chiamati anche Lucij, nome allusivo ai pesci alzati nello stemma.

Il primo rappresentante certo della famiglia fu Lucio che visse nel 990. Pietro (+ 1384), fu Gran Conte Romano, e Lorenzo (+ 1447), Signore di Leprignana. La famiglia dette inoltre otto Conservatori all’Urbe, ufficiali reggenti lo Stato con grande autorità. Numerosi furono i religiosi di Casa Mancini : Antonio fu Vescovo di Venafro ( 1426-1465), Giuliano, Canonico di San Giovanni in Laterano ( 1496), Matteo Vescovo di Sora ( 1503-1505), Francesco Maria Cardinale ( 1660) e Filippo Cameriere Segreto di Sua Santità Pio IX ( 1862).

Domenico Nicola Mancini, Nobile Romano e Patrizio di Ancona, il 6 giugno 1535 fu creato Marchese di Fusignano e Patrizio di Ferrara dal Principe Francesco d’Este; nel 1527 si trasferì nel Regno di Napoli e diede vita al ramo di Napoli che fu ricevuto negli Ordini di Alcàntara e Costantiniano, ottenne nel 1676 il titolo di Nobile del SRI dall’Imperatore Leopoldo I, fu reintegrato con tutti i titoli nel patriziato romano ed ebbe il riconoscimento da parte di Papa Benedetto XIV dell’antico titolo di Conte per tutti i maschi nel 1745. Il più illustre rappresentante fu il Conte Pasquale Stanislao Mancini (1817-1888), 8° Marchese di Fusignano, insigne giurista, scrittore e tre volte Ministro del Regno d’Italia (istruzione, giustizia ed esteri).

Lo Stemma

Arma: di rosso al leone al naturale tenente con le zampe anteriori un un pesce d’argento in palo.
Motto: Lucia Stirps claris olim lucebat alumnis
Cimiero: una sirena dalla coda doppia al naturale

La Casata è rappresentata oggi dal ramo di San Vittore, sottoramo del ramo di Napoli, che si formò nel XIX sec. ed ebbe come capostipite il Conte Antonio Mancini ( del Co. Gennaro del Co. Nicola Luigi del Co. Pasquale, 6° Marchese di Fusignano), I° Tenente della Gendarmeria Reale dell’Esercito delle Due Sicilie.

I Mancini a San Vittore
Il Ramo di San Vittore della Famiglia Mancini discende dal Ramo di Napoli; prese il nome dal paesino di San Vittore del Lazio, allora facente parte integrante del Regno delle Due Sicilie (più precisamente nel distretto di Sora nel dipartimento di Terra di Lavoro), dove la famiglia possedeva il castello, il palazzo, vaste terre e proprietà.

Capostipite fu il Conte Antonio, Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romano, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizio di Ancona e Patrizio di Ferrara 1° Tenente della Gendarmeria Reale dell’Esercito delle Due Sicilie ( 9/2/1850), figlio del Conte Gennaro dei Mancini di Napoli, magistrato e Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (figlio del Conte Nicola Luigi, ufficiale del Reggimento Nimes dell’Esercito Napoletano e della Contessa austriaca Maria Antonia von Orsini und Rosenberg) e di Lucrezia Cedronio dei Marchesi di Rocca d’Evandro e Signori di Camino. Egli sposò a Roma nel 1851 Celestina Masia, da cui:

Conte Giuseppe ( San Vittore del Lazio 18/2/1852- ivi 8/6/1903), dandy della Belleépoque, che sposò il 30/11/1882 a San Vittore del Lazio Maria Antonietta Marinelli ( San Vittore del Lazio 3/4/1862- ivi 28/2/ 1911), figlia del Patrizio di Ravello Vittorio dei Marchesi Marinelli, Baroni di Cerretano, Carunchio e San Giovanni Lipioni, e di Giuseppina Saroli dalla quale ebbe sette figli tra cui:

Conte Carlo Alberto Antonio ( San Vittore del Lazio 2/9/1883- Roma 1940) che sposò a San Vittore del Lazio nel 1911 Maria Concetta Cassone ( San Vittore del Lazio 10/8/1886- ivi 11/9/1965), figlia di Antonio Cassone e di Maria Simeoni, figlia di Nicandro Simeoni, Patrizio di Benevento, ed ebbe:

Conte Antonio ( San Vittore del Lazio 14/1/1915- Lido di Ostia 9/4/1990) sottufficiale del Regio Esercito Italiano; nel 1938 fu attendente del Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani e durante la seconda guerra mondiale combatté nell’VIII Corpo d’Armata sul fronte greco-albanese; nel 1943 in Jugoslavia fu fatto prigioniero dai tedeschi ed internato ad Hohenstein in Sassonia da cui fuggì nel 1945; successivamente fu decorato con la Croce al Merito di Guerra.

Il 24/9/1951 a Roma sposò la Nobile Giulia De Dominicis ( Collepietro 11/5/1930- Lido di Ostia 11/7/1988), figlia del Nobile abruzzese Michele Alfonso De Dominicis ( Collepietro 8/12/1907- Roma 27/7/1960), figlio del Nobile Sabatino De Dominicis e di Savina Di Scipio, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e di Maria Moretti ( Collepietro 6/1/1914- Roma 29/7/1963), figlia di Giuseppe Moretti e della Nobile abruzzese Domenica Tomassetti dei Baroni di Prezza, da cui gli attuali rappresentanti:

Conte Adriano Fulvio Mario (Roma 27/7/1952), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romano, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizio di Ancona, Patrizio di Ferrara, Imprenditore pubblicitario, Commendatore del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme – cavaliere di Malta dal 18/1/2010, membro della Società Genealogica Italiana che il 16/4/1977 a Roma ha sposato la Nobile siciliana Susanna
Grazia Elisabetta La Longa ( Roma 30/10/1955) da cui:

1) Conte Federico Adriano Mario ( Roma 31/3/1979), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romano, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizio di Ancona, Patrizio di Ferrara, Dott. in Scienze Politiche, Imprenditore agricolo, Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, membro dell’Accademia Araldica Nobiliare Italiana, socio dell’Unione Monarchica Italiana che il 29/8/2009 a Roma ha sposato donna Maria Emanuela Amato Scirè ( Roma 25/6/1981), nipote di don Salvatore Amato dei Duchi di Caccamo ( Misilmeri 3/9/1924- Roma 6/12/2000), Direttore di divisione dell’INADEL, Segretario particolare dell’on. Flaminio Piccoli, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, da cui: Nobile dei Conti Eleonora Lucrezia Diana ( Roma 1/9/2011), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romana, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizia di Ancona

2) Nobile dei Conti Lavinia Susanna Giulia ( Roma 31/7/1987), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romana, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizia di Ancona, Dott.ssa in Lingue e Culture del Mondo Moderno

Fratello:

Conte Mauro Paolo Andrea ( Roma 7/9/1955), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romano, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizio di Ancona, Patrizio di Ferrara, impiegato presso la compagnia aerea Alitalia, da cui:

Conte Daniel ( Roma 10/3/2008), Nobile dei Marchesi di Fusignano, Nobile Romano, Nobile del Sacro Romano Impero, Patrizio di Ancona, Patrizio di Ferrara.

Beni della Famiglia Mancini a San Vittore del Lazio

  • Castello detto “ dalle 23 torri”, la cui più antica menzione è del 1057
  • Palazzo Mancini fatto edificare dal Magnifico Bartolomeo Mancini del Ramo di Venafro nel 1491
  • Palazzo di fronte al Municipio ereditato dai Marinelli (1882)
  • Villa ereditata dai Cassone (1911)
  • Boschi e terreni che si estendevano a Radicosa, Cervaro e Rocca d’Evandro
  • Vigneti e uliveti
  • Casali e casini di caccia
  • Frantoi, fornaci e mulini
  • Terreni e casali nel Molise
  • Due appartamenti a Roma nel Rione Campitelli
  • Fonti bibliografiche:

Archivio Mancini di San Vittore
Albo d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Europee
Elenco dei Titolati Italiani

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Allegati

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