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COVID19: Decreto Natale con le nuove restrizioni per le Feste

18 Dicembre 2020

Il periodo delle festività natalizie subisce le conseguenze di una pandemia che non accenna a rallentare. Infatti, il Governo vara, con un nuovo decreto legge, misure stringenti che consistono in vero e proprio lockdown da zona rossa per i festivi e prefestivi con chiusura pressoché totale delle attività economiche e della ristorazione, anche se per questo settore sono previsti nuovi ristori, mentre, per gli altri giorni l’Italia subirà le limitazioni previste per la zona arancione. Sono state introdotte, però, alcune eccezioni: infatti, si potrà far visita a parenti e amici, ma massimo in due, nel qual numero non vanno conteggiati i minori di 14 anni.

Quest’anno il tradizionale calendario dell’avvento sembra essere stato sostituito da un più “pagano” calendario delle aperture e chiusure delle attività economiche accompagnato da conseguenti permessi e divieti di circolare.
Infatti, per tutto il periodo delle festività natalizie e più precisamente dal 24 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 ci sarà un continuo alternarsi di lockdown totali e timide aperture.
E’ questo l’effetto combinato di un nuovo decreto legge (D.L. n. 172/2020), in vigore dal 19 dicembre 2020, che riscrive la cartina geografica dell’epidemia con colorazioni tra il rosso e l’arancione a seconda dei giorni.
Il decreto si è reso necessario per evitare le festività natalizie, a causa della loro natura di momento di incontro e socializzazione, si trasformino in una pericolosa cassa di amplificazione di una curva epidemica che non diminuisce come si vorrebbe con il rischio di trovarsi, passate le feste, in una nuova e ben più devastante ondata di contagi.
Si è deciso, comunque, di non sposare la linea dura che consisteva in una chiusura totale dal 24 dicembre al 6 gennaio e ciò, molto presumibilmente, per ragioni di opportunità politica, per evitare di dare un colpo di grazia definitivo ad una già provata economia.
E proprio per aiutare il settore della ristorazione che subisce i maggiori danni derivanti dalle nuove norme vengono previsti anche nuovi ristori.
Proviamo a sintetizzare cosa si può fare e cosa no negli ultimi giorni del 2020 e nei primi del 2021.

24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio

Per tutti i giorni prefestivi (vigilie e i sabati) e i festivi (Natale, Santo Stefano, primo dell’anno, befana e domeniche) l’Italia sarà in zona rossa.
Pertanto, è previsto:
– il divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso (sempre salvo necessità e urgenza);
– la chiusura dei negozi al dettaglio (quindi i negozi all’ingrosso restano aperti), tranne le farmacie, le parafarmacie, le edicole, i tabaccai e le rivendite di generi alimentari e di prima necessità sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività;
– la chiusura dei mercati di generi non alimentari;
– la chiusura degli esercizi di ristorazione ovvero bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie; resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto;
– la sospensione delle attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto;
– la possibilità di svolgere individualmente attività motoria (cioè fare passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale.
Sarà comunque possibile far visita, dalle 5 alle 22, a parenti e amici non conviventi.
Infatti, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi conviventi, oltre ai minori di 14 anni su cui si esercita la patria potestà genitoriale e alle persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.
Si tratta, in definitiva, di una piccola eccezione al divieto di circolazione per permettere, durante i giorni di festa di poter fare visita ai propri cari, evitando il rischio di pericolosi assembramenti.

28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio

In tutta Italia si applicano le regole per la zona arancione.
Ciò vuol dire che vige:
– il divieto di ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza);
– la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Quanto agli spostamenti, in zona arancione c’è, in linea generale, il divieto di ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.
Il Decreto, però, prevede una eccezione: infatti, saranno consentiti gli spostamenti dai piccoli comuni (fino a 5.000 abitanti) in un raggio di massimo 30 Km, senza poter andare nei capoluoghi di provincia.

Nuovi ristori per bar e ristoranti

Il decreto stanzia, infine, 650 milioni di euro (455 milioni per il 2020 e 190 milioni per il 2021) di aiuti economici alle categorie colpite direttamente dalle nuove disposizioni.
Si tratta, in particolare, delle attività dei servizi di ristorazione di cui al gruppo Ateco 56 (il dettaglio dei codici attività interessati è riportato il allegato al D.L.), con partita IVA attiva alla data del 19 dicembre 2020, con esclusione di coloro che hanno aperto la partita IVA dal 1° dicembre 2020.
Ad essi verrà corrisposto un contributo a fondo perduto in misura pari al 100% (con un massimo di 150.000 euro) di quanto già percepito in passato con il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), essendo disposto che tale contributo spetti solo a chi lo ha già ottenuto (e non restituito) in base a tale decreto.
L’accredito avverrà in automatico, a cura dell’Agenzia delle entrate, senza che gli interessati debbano presentare un’apposita istanza.

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